Il pomeriggio di venerdì 17 giugno, accanto al programma dei quarti di finale dell’Emilia-Romagna Tennis Cup, torneo ATP Challenger 125 organizzato da Master Group Sport in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, è stato interamente dedicato a Francesca Schiavone. Non era affatto scontato che un personaggio del calibro della campionessa milanese, ex numero 4 al mondo e vincitrice al Roland Garros nel 2010, si calasse così alla perfezione nella realtà del Tennis Club President, ma così è stato. Grazie a lei sono accorsi tanti bambini e tanti appassionati per chiedere un autografo o una foto con Francesca, che con grande disponibilità ha dispensato sorrisi e qualche consiglio tecnico ai ragazzi e alle ragazze del circolo tennis di Montechiarugolo, fortunati a giocare qualche scambio con la loro eroina sportiva.
Dopo l’esibizione svoltasi sul campo centrare assieme ai rappresentanti del partner della manifestazione e all’ex calciatore del Parma Alessandro Melli, il programma si è spostato nell’area hospitality, dove si è svolto il talk show alla presenza di Giammaria Manghi, Capo della Segreteria Politica della Presidenza della Regione Emilia-Romagna, occasione per discutere sul libro di Francesca Schiavone “La mia rinascita” edito da Mondadori. Un dibattito per nulla ingessato, dove Francesca ha condiviso racconti e aneddoti tutt’altro che banali. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

IL TORNEO CHALLENGERIl torneo e il circolo sono speciali, sono venuta qui quando avevo quattordici anni e sono tornata oggi con molta piacere: difficile chiedere di più da una città come Parma, dove gli organizzatori hanno portato una manifestazione di altissimo livello. E’ stato bello anche poter condividere qualche ora con i ragazzi del circolo, sono onorata di poter rappresentare per loro un modello positivo.

IL ROLAND GARROSIl Roland Garros Legend mi ha riservato grandissime emozioni assieme a Flavia. Sono tornata indietro ai momenti più belli della mia carriera. Adesso vado a Wimbledon, alla Mecca del tennis, dove c’è un clima e un’organizzazione incredibile: non vedo l’ora!

GLI IINIZIIl libro nasce dal mio vissuto, da molto lontano, e scriverlo è stato tutt’altro che facile. Il mio rapporto con il tennis nasce per una serie di coincidenze. Vicino alla casa dove sono nata c’erano questi due campi che adesso non esistono. Da lì è partito tutto, a 10 anni ho capito che sul campo da tennis stavo bene e mi piaceva quel senso di indipendenza che comporta stare sul campo, prendere quelle decisioni e quella responsabilità che di solito un bambino piccolo non ha ma che nel rettangolo rosso si poteva permettere di avere. La mia famiglia mi ha sempre sostenuta, spronandomi per giocare a tennis con la massima disciplina e dedizione.

 

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